Il convegno intende accendere i riflettori sulla situazione attuale in cui versa la famiglia del militare e, attraverso l’analisi di alcune criticità, riuscirà a concretizzare proposte che possano dare vita a azioni legislative per migliorare e supportare la vita delle “Famiglie Militari”, migliorando e implementando gli interventi già attivi, troppo spesso non adeguati alle reali esigenze di vita dei militari e dei loro familiari.

Il convegno quindi si concentrerà su una tematica per ogni tipologia di argomento, cercando di analizzare la situazione con relatori esperti del settore, e casi concreti che possano sostanziare le problematiche su cui intendiamo concentrarci.

Ringrazio l’Associazione “L’Altra Metà della Divisa”, per la co-organizzazione del convegno e per prestare da tanti anni e con grande passione la loro preziosa e qualificata opera a favore dei militari e della loro famiglie.

Per partecipare all’evento è necessario accreditarsi al seguente link : basilio_t@camera.it.

Per accedere alle sale della Camera dei Deputati è obbligatorio un documento di riconoscimento e per i signori è obbligatoria la giacca.

Oggi, alla Camera dei Deputati, ho avuto il piacere e l’onore di incontrare Susi Snyder, uno dei massimi rappresentanti di ICAN. Ho espresso l’entusiasmo per la recente assegnazione del Premio Nobel per la Pace che, soprattutto in un momento così particolare a causa delle tensioni nel mondo, riveste un significato altamente simbolico e di grande impatto per la popolazione mondiale.

Noi del Movimento 5 Stelle siamo impegnati da anni sulla tematica del disarmo nucleare e dell’interdizione delle armi nucleari. Nella mia attività Parlamentare ho presentato vari atti sulla materia e anche molto recentemente in occasione della discussione generale in aula sulla mozione per il disarmo nucleare, che mi vede impegnata come prima firmataria, ho rappresentato la nostra protesta e il nostro sconcerto verso l’acquisizione decisa dal Governo di ulteriori F-35, peraltro in grado di fare da vettori a bombe atomiche, le ammodernate B61-12 termonucleari.Insomma la direzione intrapresa dai governi che si sono susseguiti sino ad ora appare purtroppo molto chiara e in palese violazione del Tnp (Trattato di non proliferazione nucleare), ovvero dell’accordo internazionale sulle armi nucleari che si basa su principi ben definiti : disarmo e soprattutto non proliferazione.

Tutto ciò dimostra in maniera inequivocabile, anche dopo l’assegnazione del Premio Nobel a ICAN, che le scelte del Governo, dettate esclusivamente da torbidi interessi economici, stanno portando sempre più l’Italia verso un ulteriore isolamento da quella comunità internazionale che si batte per i diritti umani e per proteggere la popolazione mondiale dalla minaccia del nucleare.

Noi, comunque, continuiamo a lavorare per costruire e realizzare un Paese diverso!

Guarda il video del sopralluogo

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https://www.facebook.com/tatiana5stelle/videos/1369994199717060/

 

Nei giorni scorsi, in occasione della discussione generale sulla mozione per il disarmo nucleare, ho messo le cose in chiaro rivolgendomi al governo. Il punto è molto semplice: in più di una circostanza il popolo italiano si è espresso contro l’utilizzo del nucleare anche per scopi civili.

Una decisione che è stata disattesa dalle nostre autorità politiche e istituzionali. Disattesa perché? Perché, vedete, forse non avremo centrali nucleari in Italia, ma abbiamo di peggio. Come gli ordigni nucleari B-61 nelle basi militari di Ghedi ed Aviano. In passato accompagnata da una delegazione di portavoce mi sono recata a Ghedi chiedendo di poter visionare questi ordigni, sollevando domande sulla quantità esatta stoccati negli shelter.

L’Italia li custodisce attraverso un particolare sistema (cosiddetto della “doppia chiave”) per conto degli Stati Uniti.

La risposta dall’altra parte è sempre stata una e solo una: non siamo autorizzati a fornire alcun dato in merito. E ancora: quelle aree non sono sotto la giurisdizione italiana, non potete visitarle.

Ovvero, nemmeno un parlamentare della Repubblica, che rappresenta – come recita la Costituzione – la nazione, può accedere in determinate aree poiché il Governo decide che sono classificate e non è possibile conoscere ciò che vi è in un’ area classificata.
E’ allucinante, ma tant’è.

Oltre a queste tipologie di ordigni non possiamo non considerare anche l’acquisizione del programma F35. Cacciabombardieri inutili, costosi e ormai già obsoleti in grado, guarda il caso, di fare da vettori a bombe atomiche, le ammodernate B61-12 termonucleari.
Insomma la direzione intrapresa dai governi che si sono susseguiti sino ad ora appare purtroppo molto chiara. E in palese violazione del Tnp (Trattato di non proliferazione nucleare).

Nella fattispecie, trattasi di un accordo internazionale sulle armi nucleari che si basa su principi chiari: disarmo e soprattutto non proliferazione.

Undici articoli che proibiscono agli stati firmatari “non-nucleari”, quindi anche all’Italia, di procurarsi tali armamenti e agli stati “nucleari” di trasferire a chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi.

Questi sono i fatti, questa è la realtà. E mentre qualcuno, scevro da qualsiasi argomentazione utile al dibattito, altro non fa che strumentalizzare la nostra posizione tacciandoci come dei visionari, noi continuiamo a lavorare per costruire e realizzare un Paese diverso.

La Difesa è un comparto importantissimo, l’Italia ha il diritto e soprattutto il dovere nei confronti dei propri cittadini di difendere il suo territorio, specie in un momento in cui la minaccia jihadista assume forme poliedriche e singolari.

Questo non significa chinare la testa, questo non può significare abdicare ai nostri interessi come Paese sovrano.

L’Italia deve poter dire la sua nello scacchiere geopolitico mondiale, ma deve farlo seguendo sempre, costantemente, la volontà dei propri cittadini e i trattati che ha sottoscritto come impegno.

Guarda la mia intervista alla rete televisiva PressTv:
http://presstv.com/Detail/2017/07/27/529801/Italians-concerned-as-US-decides-to-hide-nuclear-activities

Tatiana Basilio, portavoce M5S alla Camera dei Deputati

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Guarda l’audizione in Commissione Difesa del Gen. Massimiliano Del Casale, Presidente Cassa Ufficiali Sottufficiali FFAA e il mio intervento.

https://www.facebook.com/tatiana5stelle/videos/1343380955711718/


La situazione della Cassa di previdenza delle Forze armate è a rischio fallimento, migliaia di lavoratori attendono di ricevere i dovuti trattamenti previdenziali ma ormai da mesi si parla di un default annunciato, con la nomina dei vertici che rimane sospesa a data da destinarsi e le preoccupanti segnalazioni pervenute anche dai Co.Ce.R.

Lo afferma la deputata del Movimento 5 Stelle Tatiana Basilio, componente della IV Commissione Difesa, commentando la presentazione di una interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa, avente ad oggetto la critica situazione finanziaria della Cassa di previdenza delle Forze Armate e sottoscritta anche dagli altri deputati grillini della Commissione Difesa, Emanuela Corda, Luca Frusone e Gianluca Rizzo.

In un paese davvero civile il welfare-state e, con esso, i trattamenti pensionistici e le prestazioni previdenziali dovrebbero rappresentare una priorità per il Governo. 

In tal caso, invece, il Governo sta assistendo passivamente alla lenta dissoluzione dell’ente previdenziale senza assumere alcun provvedimento, nonostante tale situazione coinvolga direttamente migliaia di cittadini che,indossando una divisa, hanno servito lo Stato attraverso i ruoli delle Forze armate.

Per questo chiediamo a gran voce che il Ministro Pinotti fornisca risposte chiare su quali siano le prospettive e che il Governo si faccia presto carico dal punto di vista economico per salvare la Cassa dall’inesorabile fallimento.

Quella di Francesco Raiola è una storia che vi avevamo raccontato in passato. Francesco Raiola è un militare di 36 anni, nel 2011 viene accusato di traffico e ricettazione di stupefacenti. Vive un calvario incredibile: trascorre oltre 4 mesi agli arresti domiciliari, sconta 21 giorni di carcere, di cui quattro in cella di isolamento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Ma è innocente. Viene scagionato da ogni accusa, però non riesce ad essere reintegrato in servizio.

Oggi possiamo dire che il nostro impegno al fianco del soldato Raiola, per restituirgli la dignità e il lavoro, con il reintegro in servizio sta producendo i risultati sperati.
Francesco Raiola, come detto sopra, era stato ingiustamente arrestato, messo sotto processo e congedato dopo anni di onorato servizio, le Istituzioni lo avevano ormai abbandonato e per cavilli burocratici doveva rassegnarsi alla disoccupazione.

Il M5S si è battuto per avere giustizia, ha prodotto atti parlamentari, e finalmente ha ottenuto il risultato più concreto e importante. Infatti all’interno del Decreto Legislativo sul riordino delle carriere del personale delle Forze Armate è stato inserito un articolo che prevede la riammissione in servizio per i casi di chi è stato vittima di errori giudiziari come quello del soldato Raiola.

Bisogna attendere la pubblicazione in Gazzetta ufficiale affinchè la normativa possa considerarsi in vigore, ma oggi possiamo dire di aver compiuto un grande passo in avanti. Per la giustizia del soldato Raiola e di chi, come lui, è stato abbandonato dalle autorità.

Adesso aspettiamo con impazienza, insieme a Francesco e a tutta la sua famiglia, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, continueremo a stargli al fianco e a sostenerlo fino a quando non tornerà alla passione della sua vita, alla difesa dello Stato e dei suoi cittadini.

Tatiana Basilio, portavoce M5S in Commissione Difesa

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Il compito della Cassa di Previdenza delle Forze Armate è di corrispondere le prestazioni previdenziali integrative ai militari che hanno raggiunto la pensione.

Ma già da diversi mesi assistiamo a mancate erogazioni e gravi ritardi nella corresponsione della liquidazione della cassa di previdenza e delle indennità relative con gravi ripercussioni per i militari interessati e per i loro famigliari.

Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni e come Movimento 5 Stelle abbiamo presentato varie interrogazioni alle quali il Governo non ha risposto, così come continua a non fornire alcuna informazione agli stessi militari.

Lo afferma la deputata Tatiana Basilio, componente del Gruppo Parlamentare “Movimento 5 Stelle” presso la IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

Per questo abbiamo depositato un’altra interrogazione in merito chiedendo urgenti e risolutive iniziative del Governo per corrispondere gli interessi sulle prestazioni previdenziali corrisposte in ritardo.

E’ inaccettabile, infatti, che le inefficienze della pubblica amministrazione si ripercuotano esclusivamente sui militari che per tutta la loro vita si sono impegnati con abnegazione al servizio dello Stato.

Inoltre chiediamo al Ministro Pinotti e al Governo che venga fornita la massima informazione e trasparenza, fino a ora, infatti, i militari interessati hanno subito i gravi ritardi senza avere avuto la minima spiegazione ne la minima assistenza.

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Guarda il video della conferenza stampa:

https://www.facebook.com/tatiana5stelle/videos/1294943190555495/

 

Da mesi riceviamo numerose segnalazioni da parte dei militari su gravi ritardi nella corresponsione dei compensi CFI e CFG relativi al 2016. Già ad Aprile abbiamo presentato due interrogazioni sulla materia, ma la situazione è addirittura peggiorata. Infatti sempre grazie al costante dialogo con i militari è emerso che in molti casi la Difesa ha disposto per i mesi di Settembre/Ottobre e Novembre/Dicembre il parziale pagamento dei compensi e, cosa gravissima, la sostituzione con ore di recupero.

Così nella giornata di ieri abbiamo presentato una ulteriore interrogazione e dopo mesi di silenzio finalmente oggi in Commissione Difesa il Sottosegretario Alfano si è presentato per dare risposta a nome del Ministro Pinotti. Ma questa risposta ci preoccupa ancora di più.

Il Ministro, infatti, ammette le colpe, certifica i ritardi nei pagamenti, ma rimane vaga e generica rispetto al futuro e alle modalità per risolvere la situazione. Lo affermano i deputati M5S della commissione Difesa.

In particolare, la deputata Basilio sottolinea come “tanti militari, che si impegnano quotidianamente al servizio dello Stato, stiano subendo gravi danni economici per loro stessi e le loro famiglie. Noi a loro nome, pretendiamo e chiediamo al Ministro Pinotti che i compensi vengano pagati puntualmente e nella loro totalità, senza scandalose e unilaterali sostituzioni con ore di recupero. Inoltre chiediamo più trasparenza e un dialogo costante con gli interessati, invece che scarni e insufficienti comunicati sul sito sulla pagina Facebook del NoiPa.

Siamo sconcertati e molto preoccupati del fatto che la mala gestione penalizzi in maniera così pesante il personale delle Forze Armate. Il Governo è assolutamente carente e colpevolmente assente. Questa situazione è inaccettabile e deve immediatamente finire, il Ministro Pinotti esca dalla sua stanza dorata e intervenga a tutela dei diritti dei militari.

Dal canto suo, il deputato M5S Gianluca Rizzo, a proposito dell’uso e dell’abuso del “compenso forfettario d’impiego” in Aeronautica Militare, esprime tutta la sua insoddisfazione.

Ci saremmo aspettati una verifica da parte del Ministero, visto che abbiamo evidenziato la presenza di casi anomali, ci saremmo attesi che si accogliesse la nostra interrogazione come un campanello d’allarme per avviare una verifica e una indagine interna. Invece restiamo basiti di fronte alle dichiarazioni del sottosegretario Alfano.

Nel nostro programma politico prevediamo l’implementazione di controlli esterni alle spese autorizzate nel ministero della Difesa, con una verifica di parte terza si sarebbe sicuramente evidenziato come il Compenso forfettario d’impiego venga utilizzato al fine di sopperire alla mancanza di ore di straordinario.

Dal governo non pagano gli straordinari ai militari ma se ne vanno allo stadio in auto blu, come è stato pizzicato il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi.Sono senza vergogna: hanno il coraggio di dire ai nostri uomini che non c’è cassa per versare loro le indennità extra che gli spetterebbero per diritto, ma poi spendono milioni di euro di fondi pubblici solo per farsi portare in giro in città. Rossi in auto blu, Renzi in elicottero. Ve lo ricordate?.

Lo dichiarano i deputati M5S della Commissione Difesa.

In particolare, per quanto riguarda gli stipendi lo Stato Maggiore della Difesa ha comunicato che non si è potuto procedere al pagamento, in numerosi casi, nel cedolino del mese di Marzo 2017, sia del Compenso Forfettario d’Impiego sia del Compenso Forfettario di Guardia relativo a tutto il 2016, a causa della momentanea carenza di risorse finanziarie. Siamo sconcertati e molto preoccupati dal fatto che la mala gestione penalizzi in maniera così pesante il personale delle Forze Armate.

E’ stata anche depositata una interrogazione in merito, a prima firma Tatiana Basilio, chiedendo un urgente intervento del Governo per risolvereimmediatamente la grave situazione che causa serie ripercussioni sulla vita dei militari e delle loro famiglie. Inoltre da svariati mesi emergono drammatiche difficoltà per i militari, con continue disfunzioni amministrative come conguagli non chiari, addebiti casuali e buste paga di pochi euro.

Il personale delle Forze Armate è esasperato e risulta evidente come alla loro prontezza operativa, garantita 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, non fa riscontro una adeguata tempestività da parte del Governo e degli organi competenti nell’erogare per tempo i fondi necessari al pagamento di quanto dovuto. Tutto ciò è inaccettabile.